Premessa

Un’analisi della situazione è doverosa, prima di poter prendere in considerazione qualsiasi proposta.

Partiamo dalla Squadra Nazionale, cartina di tornasole del movimento ed elemento fondante nel sostegno al budget Federale degli ultimi 20 anni, che ormai da tempo non gode di buoni risultati.

Le discussioni soggettive in merito al livello del gioco sono comunque accantonate dai risultati sportivi che vedono la nostra nazionale relegata costantemente oltre il 10° posto del ranking mondiale, ben al di sotto delle aspettative di una nazione di 60 milioni di abitanti che ha la possibilità di confrontarsi da un ventennio con le altre cinque nazionali facenti parte del Torneo delle Sei Nazioni. Una particolare attenzione va posta sulla perdita di attrattiva che a fasi alterne si è palesata negli ultimi tempi.

Se il fronte Seniores gode di sporadiche vittorie e affermazioni, anche le nazionali giovanili dimostrano una certa difficoltà nel trovare continuità di crescita e di risultati, nonostante gli imponenti investimenti degli ultimi quindici anni.

Eppure, il nostro è un movimento che, a partire dall’ingresso nel Torneo delle Sei Nazioni, gode di importanti benefici in termini di contributi economici: solo negli ultimi 4 anni la disponibilità è stata di oltre 180 milioni di euro.

Gli ultimi anni hanno visto il susseguirsi di diverse proposte tecniche che dovevano essere risolutive per il rugby italiano, ma che invece hanno posto obiettivi sempre troppo lontani nel tempo, non riuscendo mai a giungere a piena maturazione. Mentre noi, tra troppi cambiamenti e incertezze, non siamo stati in grado di accelerare, gli altri sistemi più o meno evoluti sono andati avanti e ora la distanza sembra quasi incolmabile.

Nel frattempo, i Club si sono impoveriti sia di risorse economiche, sia di risorse umane, in quanto privati di stimoli sportivi ambiziosi.

Dunque, la Federazione Italiana Rugby si trova attualmente in una evidente carenza di risultati sportivi, con l’enorme problema rappresentato dal percorso formativo di giocatori, tecnici, arbitri e dirigenti, un bilancio notevolmente appesantito dalle scelte effettuate negli ultimi anni e una situazione generale di grande incertezza. 

La domanda è quindi fino a quando questa situazione potrà reggere e quanto tempo è rimasto per risollevare le sorti del rugby italiano.